Display Capacitivo Vs Display Resistivo
Gli schermi resistivi (1995) sono comporti da due strati (tre, contando la "pellicola" che fisicamente tocchiamo, il cui scopo è comunque
esclusivamente di protezione) sovrapposti che conducono elettricità. Fra i due strati, al fine di mantenerne la separazione fisica, sono presenti una serie di separatori isolanti, il cui numero è direttamente proporzionale alla qualità del touchscreen: maggiore è il loro numero, migliore potrà essere l'individuazione dell'area "toccata". Il funzionamento, come si vede dal disegno, è particolarmente semplice: premendo il display (con un dito o meglio ancora con un pennino) si mettono in contatto i due strati (o meglio, l'area compresa tra una serie di isolanti). Questo contatto produce una corrente elettrica che viene "letta" dal chip che gestisce il display: il chip identifica le due coordinate alle quali si è generata questa corrente e ne crea una stringa "leggibile"dal sistema operativo.
Gli schermi capacitivi, introdotti in questo decennio (un ottimo esempio
è il touchpad dei computer portatili, tutti realizzati con questa tecnologia), basano il loro funzionamento sulla variazione del flusso di energia che attraversa lo schermo. Toccando con un oggetto conduttore (tipo il dito) lo schermo, si va a perturbare, deformandolo, il campo elettromagnetico che lo attraversa. I sensori posizionati ai quattro angoli dello schermo sono in grado di rilevare la posizione della distorsione (o delle distorsioni, questi dilay hanno infatti la caratteristica di poter esser "toccati" in più punti contemporaneamente) e quindi trasmetterla, in termini di coordinate, al sistema operativo.
esclusivamente di protezione) sovrapposti che conducono elettricità. Fra i due strati, al fine di mantenerne la separazione fisica, sono presenti una serie di separatori isolanti, il cui numero è direttamente proporzionale alla qualità del touchscreen: maggiore è il loro numero, migliore potrà essere l'individuazione dell'area "toccata". Il funzionamento, come si vede dal disegno, è particolarmente semplice: premendo il display (con un dito o meglio ancora con un pennino) si mettono in contatto i due strati (o meglio, l'area compresa tra una serie di isolanti). Questo contatto produce una corrente elettrica che viene "letta" dal chip che gestisce il display: il chip identifica le due coordinate alle quali si è generata questa corrente e ne crea una stringa "leggibile"dal sistema operativo.Gli schermi capacitivi, introdotti in questo decennio (un ottimo esempio
è il touchpad dei computer portatili, tutti realizzati con questa tecnologia), basano il loro funzionamento sulla variazione del flusso di energia che attraversa lo schermo. Toccando con un oggetto conduttore (tipo il dito) lo schermo, si va a perturbare, deformandolo, il campo elettromagnetico che lo attraversa. I sensori posizionati ai quattro angoli dello schermo sono in grado di rilevare la posizione della distorsione (o delle distorsioni, questi dilay hanno infatti la caratteristica di poter esser "toccati" in più punti contemporaneamente) e quindi trasmetterla, in termini di coordinate, al sistema operativo.Veniamo adesso al confronto pratico delle due soluzioni:
- Sensibilità del toccoI display resistivi, come detto, basano il proprio funzionamento sulla pressione. Ne deriva che un diplay resistivo sarà meno sensibile di uno capacitivo (che funziona addirittura senza dover necessariamente toccare lo schermo). Con l'età e l'usura, i display resistivi tendono a perdere elasticità e quindi sensibilità
- Precisione
Superiore per i display resistivi: normalmente è equiparabile al numero dei pixel del display. I capacitivi necessitano di aree più grandi, a meno di usare i pennini conduttori (rimando ad un altro articolo presente sul blog, qui ). - Robustezza
Pari. I resistivi necessitano di uno strato morbido (premibile) : questo strato è vulnerabile a graffi e danni "minori". Di contro, essendo uno strato di plastica, hanno un'eccellente resistenza a cadute e a danni accidentali. I capacitivi necessitano di uno schermo conduttivo, come il vetro. Ne deriva un'ottima resistenza a graffi e ammaccature ma una vulnerabilità maggiore a rotture (dovute ad esempio a cadute). - Vita
Gli schermi capacitivi sono superiori: non essendoci pressione, non si ha alcun consumo di parti meccaniche. Gli schermi resistivi perdono in elasticità con il passare del tempo (usura da utilizzo). Un uso intensivo di un terminale con schermo resistivo può ridurre del 30% l'elasticità dello schermo già prima di un anno di vita. Di contro, è abbastanza facile sostituire uno schermo di tipo resistivo (su eBay proliferano). - Costo
Per una questione di anzianità di servizio, lo schermo resistivo ha un prezzo inferiore a quello capacitivo, tra il 20% ed il 50%. Gap che verrà colmato nei prossimi anni. - Multitouch
Gli schermi capacitivi ne sono dotati. Teoricamente non v'è limite al numero di interazioni contemporanee, è solo sufficiente tarare opportunamente i sensori (es. il loro numero). Gli schermi resistivi, per problemi progettuali (sono nati come single touch) non possono avere il multitouch, a meno di rivederne, appunto, la progettazione (escluso al momento per via degli alti costi) - Igiene
Dipende dall'utenza: l'uso delle dita rispetto ai pennini è sicuramente meno igienico, ma il vetro è più facilmente pulibile rispetto agli schermi resistivi. Pari. - Fattori Ambientali
Resistivi: temperature comprese tra -15°C e +55°C con qualsiasi umidità. Capacitivi: temperature comprese tra 0°C e 35°C con una umidità di almeno il 5% (nel caso di uso delle dita è quasi sempre garantita). - Visibilità
I display capacitivi hanno un'ottima visibilità sia in ambienti chiusi che aperti (luce del sole). I display resistivi, a causa del doppio strato protettivo che favorice la rifrazione della luce, hanno una scarsa resa alla luce del sole. Problema però risolto con l'introduzione dei display OLED, la cui caratteristica è quella di avere un'altissima lucentezza.
Fonti: Wikipedia, Giapox.it, PcWorld.it
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