Schermi Capacitivi e Pennini
Chi ha detto che gli schermi capacitivi non possono essere dotati di pennini? Certo, non aspettiamoci di poter utilizzare il classico stilo di plastica o la penna (vecchia abitudine che mi porto dietro dai primissimi palmari!), ma negli ultimi tempi, complice l'iPhone o il nuovissimo HD2 di casa HTC, si sono moltiplicate le soluzioni.
A livello tecnico, è particolarmente semplice creare una soluzione che funzioni: il diplay capacitivo (rimando a questo articolo per una descrizione dettagliata di come funziona lo schermo capacitivo) legge la differenza di potenziale (in pratica "sente" una carica elettrica) tra lo schermo e il nostro dito e la interpreta come "click".
Per far si quindi che un oggetto qualsiasi (il nostro pennino) possa interfacciarsi con il diplay,è sufficiente che esso "simuli" il nostro dito, ovvero che abbia la propria punta elettricamente carica: obiettivo raggiungibile utilizzando una banalissima pila o, meglio ancora, un piccolo magnete (per la cronaca, la stessa HTC aveva brevettato proprio una soluzione del genere, qui l'articolo descrittivo).
Nel video a fine articolo trovate il parallelo tra le due migliori soluzioni in commercio, ovvero il pennino "Dagi" e il "Pogo". Vi anticipo che il vincitore della sfida è ovviamente il Dagi, forte della piccolissima area di contatto che permette di simulare totalmente la funzionalità del pennino degli schermi resistivi. Per chi fosse interessato ad una o all'altra soluzione, non rimane altro da fare che recarsi su eBay e fare una ricerca con i nomi delle due soluzioni. Il cui costo è largamente sotto i 10 euro.
A livello tecnico, è particolarmente semplice creare una soluzione che funzioni: il diplay capacitivo (rimando a questo articolo per una descrizione dettagliata di come funziona lo schermo capacitivo) legge la differenza di potenziale (in pratica "sente" una carica elettrica) tra lo schermo e il nostro dito e la interpreta come "click".
Per far si quindi che un oggetto qualsiasi (il nostro pennino) possa interfacciarsi con il diplay,è sufficiente che esso "simuli" il nostro dito, ovvero che abbia la propria punta elettricamente carica: obiettivo raggiungibile utilizzando una banalissima pila o, meglio ancora, un piccolo magnete (per la cronaca, la stessa HTC aveva brevettato proprio una soluzione del genere, qui l'articolo descrittivo).
Nel video a fine articolo trovate il parallelo tra le due migliori soluzioni in commercio, ovvero il pennino "Dagi" e il "Pogo". Vi anticipo che il vincitore della sfida è ovviamente il Dagi, forte della piccolissima area di contatto che permette di simulare totalmente la funzionalità del pennino degli schermi resistivi. Per chi fosse interessato ad una o all'altra soluzione, non rimane altro da fare che recarsi su eBay e fare una ricerca con i nomi delle due soluzioni. Il cui costo è largamente sotto i 10 euro.
Fonte: Solopalmari.com
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