Milano come Roma. Con il rischio di fare lo stesso pastrocchio ed aumentare i costi della politica meneghina.
Entro il 2016, anno di fine mandato del Sindaco Pisapia, verrà smantellata la suddivisione in Zone della città di Milano (i consigli di zona hanno pochissimo potere, per lo più consultorio) e verranno creati i municipi, ognuno dei quali sarà dotato di un presidente-sindaco e di assessori
Ma non finisce qui: Daniela Benelli, assessore al Decentramento, fa intendere che l'attuale suddivisione in cerchio (zona 1) e 7 spicchi non va bene: troppo grandi e mal ripartiti. In futuro potremmo avere qualcosa come 12, 13 o anche più municipi, più circoscritti e con una quantità di abitanti non superiore alle 100mila unità.
Una riforma che da una parte ha senso nell'ottica della trasformazione di Milano in città metropolitana: i futuri comuni annessi a Milano potranno mantenere la propria struttura e diventare un nuovo municipio. Dall'altra non tanto: con l'incremento delle figure istituzionali si incrementeranno anche i costi ed in un periodo come questo non sono certo l'ultimo dei problemi.
La riforma procederà per gradi. A Marzo sarà deliberata la fase 1 che assegnerà alle attuali Zone il potere di programmazione: le zone detteranno le priorità sul verde, arredo urbano, sport, cultura, mercati, viabilità, demanio, scuole, rapporti con i comandi di polizia municipale. Ovviamente le decisioni resteranno sempre in mano a Palazzo Marino ma, almeno, le Zone avranno un po' più senso di adesso.
A partire dal 2013 la fase 2 che doterà le 9 zone di un proprio budget per coprire le spese relative ai singoli quartieri. Federalismo, insomma, anche nella città di Milano.






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